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Il nostro impegno

Il carcere italiano non è solo un problema di chi sta dentro.

È la misura di chi siamo tutti, come Paese. I Padri costituenti avevano già immaginato qualcosa di meglio. Noi vogliamo arrivarci.

Quello che vediamo

Non si tratta di numeri, ma di persone.

70%di chi esce dal carcere torna a delinquere.

Un sistema che non reinserisce non è giustizia: è spreco. Di vite e di denaro pubblico.

€150al giorno per persona detenuta.

Soldi di tutti, spesi per alimentare un fallimento.

Bambiniinnocenti dietro le sbarre.

Figli di madri detenute, che non hanno nessuna colpa.

La parola “carcere” non esiste in Costituzione.

L’Articolo 27 dice che Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità.

Quello che vogliamo

Strumenti, non elemosina.

Forniamo risorse concrete per chi non sa da dove ricominciare. Gratuite, sempre.

Voce, non silenzio.

Petizioni, proposte di legge popolari, pressione civile su chi decide. Perché il cambiamento non aspetta.

Dignità, non carità.

La pena deve aprire una strada verso il reinserimento. Lo dice la Costituzione. Lo pretendiamo.

In chi crediamo

Nei protagonisti:

chi ha vissuto il carcere sulla propria pelle.

Nella rete:

i familiari che subiscono la pena di riflesso.

Nella cittadinanza attiva:

chiunque sappia che questa è una battaglia per i diritti di tutti.

“Non accetto più le cose che non posso cambiare, sto cambiando le cose che non posso accettare.”

Angela Davis

Studiosa e Attivista