D.M.
Persona ex-detenuta — Ucraina / Lombardia
Quando sono uscito dal carcere avevo perso tutto quello che avevo costruito per arrivare fin qui. I documenti, la scuola, il futuro che immaginavo. Non me li ha tolti il reato. Me li ha tolti il sistema.
Sono arrivato in Italia a sedici anni con un permesso di soggiorno per ricongiungimento familiare. Mia madre era in Lombardia da anni; io ero rimasto in Ucraina con mia nonna e mio fratello maggiore. Quando finalmente sono arrivato, avevo lasciato tutto quello che conoscevo per ricominciare qui.
Sono stato arrestato a ventitré anni. In carcere non si possono rinnovare i documenti — è una regola, non un'eccezione. Il mio permesso di soggiorno è scaduto mentre ero detenuto e non ho potuto fare nulla. Il permesso per ricongiungimento familiare si rinnova solo alla scadenza: se perdi quella finestra, lo perdi per sempre. Io l'ho persa.
In carcere avevo iniziato a studiare all'istituto alberghiero. Per la prima volta avevo un'idea di quello che volevo fare. Quando sono uscito, a ventisette anni, avrei voluto continuare. Ma senza documenti in regola e senza soldi, non potevo permettermelo. Dovevo lavorare.
Ho trovato un datore di lavoro che mi ha assunto come montatore di mobili, in nero, con la promessa che mi avrebbe regolarizzato. L'ho aspettato per anni. Non l'ha mai fatto. Lavoravo per uno stipendio misero, senza contratto, senza diritti, contando su una promessa che non valeva niente.
Alla fine non ho avuto scelta: sono tornato in Ucraina. Ho lasciato mia madre, ho lasciato la piccola rete di persone che mi era rimasta vicina anche durante la detenzione. Sono tornato in un paese dove non vedevo un futuro. Poco dopo è scoppiata la guerra.
Non racconto questa storia per fare pena. La racconto perché quello che mi è successo non è stato sfortuna. È stato il risultato preciso di un sistema che non ha previsto niente per chi esce dal carcere senza documenti. Nessuno sportello, nessuna proroga, nessuna via d'uscita. Il reato l'ho pagato. Il resto me lo sono portato dietro senza averlo scelto.